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Società di cacciatori \ raccoglitori

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Si definiscono società di cacciatori\raccoglitori quelle che fanno esplicito riferimento all'epoca del paleolitico e mesolitico in cui i membri della comunità si procurano il cibo cacciando animali e raccogliendo frutti selvatici, senza praticare alcuna forma di agricoltura o allevamento.

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Organizzazione

In queste società, l'attività umana si concentra ad un'esclusiva attività predatoria, dal momento che non si produce nulla ma si consuma e basta. Sia la caccia\pesca che la raccolta sono indispensabili per soddisfare i bisogni di queste società. Esiste una divisione sessuale dei compiti, che fa sì che la caccia sia un'esclusività maschile mentre la raccolta sia ad appannaggio delle donne. Inoltre, gli studi hanno dimostrato come i cacciatori-raccoglitori soddisfassero le loro esigenze con una media settimanale di lavoro inferiore alle 35 ore.

Nonostante le limitazioni degli studi, soprattutto nel caso dei gruppi paleolitici, comparazioni etnografiche tra i vari gruppi esistenti sembrano far prevalere il consumo di vegetali sulla carne. Alcuni autori, attraverso loro studi, ritengono che il fabbisogno calorico di un gruppo vari a seconda di una moltitudine di fattori, come il clima, l'attività fisica, ecc. Per esempio, nei climi più caldi i vegetali sembrerebbero nella dieta quotidiana prevalere rispetto alla carne (80% consumo di vegetali e 20% di carne), mentre in quelli freddi la percentuale di carne nella dieta tenderebbe ad aumentare (a causa di un bisogno di più calorie). In tutti i casi, la dieta soddisfa i fabbisogni degli esseri umani e non si registrano carenze alimentari.

L'unità sociale di base è la famiglia nucleare. Una decina di famiglie formano una banda, che normalmente è un gruppo autosufficiente per la sopravvivenza, anche se spesso per svariati motivi nasce il bisogno di rapporti, normalmente pacifici, con le bande vicine con cui si stabiliscono relazioni fondate principalmente sul baratto. Le bande appartengono a un gruppo più vasto chiamate Tribù, unito territorialmente e dall'uso della stessa lingua. Se poi in una tribù le bande si riconoscono nelle stesse origini, allora si parla di Clan che spesso per celebrare l'unità si servirà di oggetti simbolici come ad esempio i Totem.

Queste società fondamentalmente non conoscono discriminazioni e privilegi per chicchessia e possono essere definite egualitarie. Talvolta, per cause di forza maggiore (es. una guerra), può emergere un "capo", che altro non è che una figura carismatica che gode della stima di tutti ma che non dà origine ad una gerarchia. Questa figura generalmente è destinata a durare poco, sino a quando cioè termina la fase emergenziale. Un certo prestigio lo gode invece lo sciamano, che per le sue prestazioni di guarigione spesso riceve numerosi doni.

Per il materialismo storico, la caccia e raccolta costituiscono la prima sottofase (fase selvaggia) del comunismo primitivo.

Gruppi esistenti

Questo genere di società sono andate via via scomparendo dopo la scoperta del'agricoltura ed attualmente sono in via d’estinzione a causa del contatto con le società moderne. Si calcola che oggi siano circa 40 mila gli esseri umani che vivono ancora con questo sistema economico-sociale, tra cui per esempio i Boscimani africani. Nonostante i numeri siano esigui, le poche società ancora esistenti hanno consentito agli antropologi di poter meglio comprendere lo sviluppo dell'organizzazione sociale umana.

I gruppi più conosciuti sono gli Aborigeni dell'Australia, gli eschimesi di Groenlandia, Canada, Alaska e la Siberia e le diverse etnie della selva amazzonica. I Boscimani dello Botsuana, Namibia e del sud Angola hanno perso gran parte del loro territorio e molti di loro vivono come braccianti. Alcuni Pigmei proseguono a vivere come cacciatori. Esistono gruppi meno conosciuti in Somalia, Etiopia, Kenia, Tanzania, Ruanda e Burundi; in Canada, USA, Brasile, Venezuela, Colombia, Bolivia e Cile, o in Russia, India, Tailandia, Malasia, Indonesia e Filippine.

Voci correlate

Categoria:Antropologia Categoria:SocietÃ